IL PAESE CHE NON C’È PIÙ

Nel paese Fumoscuro viveva la famiglia Topigrass. Era una bella famiglia di topi formata da padre, madre e allietata dalla presenza di otto topini dagli occhietti vispi.

Papà e mamma erano orgogliosi dei propri figlioletti che crescevano sani, robusti e vivacissimi.

Per fortuna non avevano problemi di sussistenza, il cibo abbondava e dalla loro casa godevano di una bella vista fumosa.

C’era solo un inconveniente, il loro paese giornalmente era attraversato da camion che portavano i sacchi-spesa nella grande buca supermercato del luogo e bisognava stare attenti a non essere travolti da quegli uomini in tuta e berretto che stavano alla guida.

Molti compaesani avevano perso la vita perché avevano avuto fretta di andare a fare provviste ed erano stati notati da strani individui in tuta e mascherina, i quali avevano bagnato tutto con uno spray pericoloso per la loro razza.

La signora Topolina Giò, ad esempio, non aveva resistito al profumo rancido accattivante emanato da un camion e per la fretta dell’acquisto, andò a finire sotto l’infernale macchina-ruspa che sistemava i sacchi-spesa nella grande buca.

Papà e mamma Topigrass, avevano cresciuto i figli dando buoni consigli comportamentali, come accade in ogni famiglia che si rispetti e i Topigrass erano cresciuti proprio bene, tanto che le topine del paese facevano a gara per uscire con loro e andare al ballo che ogni settimana si teneva attorno ai resti un falò, fatto dagli uomini.

Stranamente però, a poco a poco, il cibo cominciò a scarseggiare e le dispense di tutte le famiglie cominciarono a svuotarsi. I camion che prima arrivavano regolarmente con il loro buon carico, si erano diradati sino a ridursi a pochissimi e diversi dai soliti a cui erano abituati, poiché questi erano chiusi ermeticamente e non trapelava nessun odorino.

La comunità era molto triste, perché nessun falò venne più fatto.

Cosa stava succedendo agli uomini?

I topi si riunirono in consiglio e il sindaco Lepoldo Topigrass  fece deliberare di mandare in esplorazione in città i ragazzi Topigrass per vedere cosa stesse succedendo.

Il giorno seguente, approfittando di un anonimo scaricatore abusivo di materiale edile, i topini salirono su una “lapa” e si nascosero alla vista dell’uomo. Durante il viaggio si accorsero che il cielo aveva assunto un colore più chiaro, nuovo ai loro occhi e l’odore poi………non era più quello solito, non puzzava di niente.

Quando la moto ape si fermò, continuarono a stare nascosti e uscirono soltanto quando calò la sera e ogni rumore era cessato.

Scesero e si trovarono in un cortile, e siccome la fame si era fatta sentire, cercarono di soddisfare i loro bisogni, andando alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Non fu un’impresa facile, sia nel cortile che fuori dal cortile, non trovarono nulla, trovarono qualcosa in un giardinetto, nelle vicinanze, ma il recupero fu difficoltoso, perché l’avanzo si trovava in cestino appeso ad un palo ed aveva una strana chiusura. Era ben poca cosa per il loro stomaco abituato a ben altro, ma si accontentarono. Si divisero a coppie per dare meno nell’occhio e decisero di esplorare la città, quartiere per quartiere.

Non fu un’impresa facile: di giorno dovevano stare nascosti perché c’era troppa gente e la sera dovevano cercare qualcosa da mettere sotto i denti per le forze necessarie. La gente sembrava essere diventata matta! Prima le tonnellate d’immondizia erano quanto i palazzi, la città era sommersa da meravigliosi rifiuti e le accattivanti puzze la avvolgevano tutta.

Adesso niente di tutto ciò, il nuovo sindaco, dott. Riciclaggio aveva emanato delle ordinanze che i cittadini seguivano alla lettera, e i Topigrass  li avevano sentiti parlare del benessere economico e salutare che la raccolta differenziata, voluta dal nuovo sindaco, aveva apportato all’ambiente.

Avevano notato che davanti ad ogni portineria, a giorni alterni, venivano depositati grossi sacchi, dal diverso contenuto: carta-cartone, vetro, plastica o, lattine. I rifiuti solidi urbani, poi, venivano depositati ogni sera ad orari stabiliti, dentro  grandi cassonetti che avevano chiusure particolari, che impedivano a loro, e non soltanto a loro (cani, gatti, barboni) di rovistare e che erano  rimossi regolarmente.

I Topigrass si erano accorti anche che alcuni cassonetti del centro avevano cambiato aspetto e venivano inghiottiti sottoterra attraverso una botola, e quindi la speranza di trovare qualche avanzo, era perduta per sempre.

Dei loro parenti cittadini nessuna traccia, tutto era stranamente e schifosamente pulito, la gente si era ammattita e rispettava le nuove regole del sindaco dott. Riciclaggio.

Con grande fatica tornarono al loro paese demoralizzati e trovarono i compaesani dimagriti, affamati e disperati, così il sindaco Leopoldo Topigrass riunì subito un nuovo consiglio. Aperta la seduta i ragazzi raccontarono ciò che avevano visto e dissero che la città era amministrata da un nemico forte e imbattibile di nome Riciclaggio.

“Maledetto tu sia, riciclaggio della malora, hai salvato l’ambiente, ma per colpa tua la nostra razza è in pericolo di estinzione!” gridarono in coro e decisero di andare via dal loro paese e di imbarcarsi verso nuovi lidi alla ricerca della “sporca cuccagna perduta”.

I cittadini, ovviamente, non sentirono la loro mancanza, ma al contrario si resero conto che, rispettando l’ambiente e le ordinanze sul riciclaggio, avevano preso due piccioni con una fava.

 

 

 

 

(Illustrazioni a cura di: Marilia Barreca, Giulia D'Alberto, Tiziana Rampello, Sergio Sofia)