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Mio padre dimostra la sua tenerezza nei
miei confronti in tanti modi. Lo dimostra
quando va in giro per le città alla ricerca di un qualcosa per me
importante anche se è una semplice bustina di figurine. Quando gioca con
me a scacchi pur non avendone voglia, quando mi accompagna a tutte le gare
di judo alzandosi presto la mattina. Tutte le volte che cucina,
lui che è una frana per me e mio fratello, quando la mamma è
assente. Un gesto di tenerezza che ricordo molto bene è stato circa un
paio di mesi fa. Mi trovavo in palestra per i miei soliti allenamenti
settimanali, quando combattendo cado in malo modo e avverto un dolore alla
mano. Tornato a casa comincio curarmi
la mano, ma essa continua a
farmi male. Vado a letto con la mano dolorante e non riuscendo prendere
sonno decido di dirlo ai miei genitori. Mio padre decise di accompagnarmi
in ospedale mentre mia madre è rimasta a casa perché mio fratello era
vittima di un’influenza. Mio padre non ama molto l’ambiente
ospedaliero; si impressiona anche per un banale esame di sangue, ma in
quel momento ha dimostrato grande coraggio. In sala d’attesa mio padre
ha trovato il modo di farmi distrarre. Mi teneva, per mano e poi mi
accarezzava i capelli, mi ripeteva in continuazione che tutto sarebbe
andato per il meglio. Arrivato il mio turno i medici, dopo avermi
controllato la mano, assicurano me e mio padre dicendo
che essa non era rotta, ma slogata. I medici mi prescrivono dei
medicinali che mio padre compra in una farmacia notturna. Al ritorno vinto
dalla stanchezza mi addormento in macchina pensando felice a ciò che mio
padre aveva dimostrato nei miei confronti.
SERVIZIO
A CURA DI FRANCESCO
LASTRINO.
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